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Abuso sessuale su minore. L’errore in perizia

Una delle violazioni piu’ evidenti della logica scientifica che emerge in ambito peritale è il verificazionismo . Lo specialista , cioè si crea un’ipotesi di partenza ancora prima di avere tutte le informazioni necessarie  e svolge un lavoro mirante a ricavare dalla valutazione tutte le informazioni confermanti  la sua tesi  e tralasciando, ovviamente,  quelle che possono confutarla . Il professionista va incontro così ad una conferma acritica della propria ipotesi.

E’ oramai indiscusso che invece la logica scientifica debba  essere falsificazioni sta, debba cioè, primariamente, escludere un’ipotesi per poi alla fine aderire alla ipotesi che sopravvive a questo sistematico processo devolutivo  ( Popper 1959).

I disastri derivanti dalla  cosidetta “ logica circolare “. Il ragionamento che sta alla base della dimostrazione  dà per scontato che sia vera l’affermazione  che deve essere dimostrata, dopodiché si basa su di essa per dimostrare che essa sia vera . In sostanza si dà inizialmente per scontato che l’abuso vi sia stato e se ne usano i presunti segni per sancire che  esso sia davvero avvenuto.  Un esempio ?

Vengono utilizzati segni quasi mistici ,“ esoterici “, che con la scienza non hanno nulla a che fare

per affermare che sul minore si è aperto un ” registro somatico”. ovvero tutti i normali accadimenti che la vita presenta vengono ricondotti al presunto abuso subitoNel box degli indicatori di abuso, si ritrovano molteplici esempi di ragionamento circolare. Orbene in un caso trattato la Bambina aveva degli evidenti sintomi da “ politrauma” a causa della lunga istituzionalizzazione , dalla sindrome post traumatica da stress per la separazione di genitori , ai comportamenti smaccatamente omosessuali del padre . Ed allora, la situazione psicologica della minore viene valutata come sicuro indizio di abuso ,senza che vi sia stata una prima valutazione complessiva per la verifica se tali indicatori fossero ascrivibili ad altra e preesistente causa . Correttamente la Cassazione, sez 3 sentenza n.37147 del 2007 ,ha ritenuto che costituisce ragionamento circolare non corretto “ritenere che i sintomi siano la prova dell’abuso e che l’abuso sia la spiegazione dei sintomi