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Maltrattamenti in famiglia. Il padre irascibile non è punibile se non sottopone i conviventi ad una regime di vita insopportabile

I giudici di legittimità, in accoglimento del ricorso, hanno specificato che, costituendo l’abitualità della condotta è un requisito fondamentale per la configurabilità del reato,mentre  la sporadicità degli episodi in oggetto determina il venir meno dell’applicabilità dell’articolo citato, non potendo rilevare a tal fine nè il clima di tensione tra i coniugi, nè il carattere violento ed aggressivo del marito Non rischia pertanto necessariamente una condanna per maltrattamenti in famiglia il coniuge irascibile e, sporadicamente violento. Può sempre essere condannato, tuttavia, per lesioni.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza 20494 del 28 maggio 2010, ha accolto il primo motivo di ricorso di un uomo condannato dalla Sezione staccata di Pozzuoli a scontare la pena di due anni ed otto mesi di reclusione, per aver commesso vari reati tra cui quello di maltrattamenti in famiglia. L’uomo aveva presentato ricorso denunciando l’erronea applicazione dell’art. 572 c.p., poichè gli episodi di violenza nei confronti della moglie e dei figli non avendo il carattere dell’abitualità, si riferivano a situazioni critiche e sporadiche.